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venerdì 3 novembre 2017

'La depressione nel 2017': a Bari un grande evento scientifico per comprendere nuove prospettive di inquadramento e di cura del disturbo

BARI - Martedì 7 novembre alle 8.30 si terrà a Bari, nel suggestivo Salone degli Affreschi del Palazzo Ateneo - Piazza Umberto I - , un importante evento scientifico del titolo “La depressione nel 2017” a cui parteciperanno alcuni dei più illuminati ricercatori di fama internazionale come Charles Nemeroff, Daniel Weinberger, Cristina Cusin e Mario Maj. Verranno discusse tutte le scoperte scientifiche più recenti e importanti relative al disturbo depressivo, dalla genetica sottesa al rischio di sviluppare la malattia, a nuove evidenze sulla patofisiologia del disturbo fino ai più innovativi trattamenti.


«La depressione - afferma il direttore dell’U.O.C. di Psichiatria Universitaria del Policlinico di Bari, Prof. Alessandro Bertolino e responsabile scientifico dell’evento - è tra le patologie psichiatriche più frequenti su scala mondiale e incide pesantemente sulla durata e la qualità della vita dei pazienti, e di conseguenza sui costi a carico dei sistemi sanitari. Abbiamo voluto organizzare un importante meeting dal respiro internazionale coinvolgendo importanti psichiatri esperti sull’argomento per divulgare i risultati delle nuove ricerche sulla depressione e chiarire le nuove prospettive patogenetiche e di cura del disturbo».

Circa un terzo dei pazienti con diagnosi di Disturbo Depressivo Maggiore non risponde adeguatamente al primo trattamento con farmaci antidepressivi. Il 15% dei pazienti invece, sebbene riceva multipli trattamenti sia psicofarmacologici che psicoterapeutici, non raggiunge una buona risposta clinica. I pazienti con depressione resistente al trattamento sono a più elevato rischio di suicidio, avendo un tasso di mortalità per suicidio che è circa 20 volte maggiore rispetto alla popolazione generale. Pertanto, il tema del congresso è incredibilmente attuale e stimolante e si pone l’importante obiettivo di promuovere la conoscenza di un più moderno approccio all’inquadramento della depressione nell’ambito delle nuove consapevolezze sulle alterazioni neurobiologiche e genetiche sottese ad esso, e degli innovativi trattamenti diretti verso nuovi target biologici.

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